Finanza Agevolata: l’intervista al nostro Ceo, Enzo Altobelli

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Finanza Agevolata: l'intervista al nostro Ceo, Enzo Altobelli

Finanza Agevolata: Enzo Altobelli spiega a “Watt” i concetti chiave

L’Unione Europea mette a disposizione di aziende e professionisti strumenti finanziari a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato.
Enzo Altobelli di Profima Srl, società di consulenza specializzata nel reperimento di contributi a fondo perduto e agevolato per gli investimenti aziendali, spiega come approcciare correttamente alla questione.

Secondo il Regolamento CE 2003/58, i programmi comunitari sono azioni o iniziative che comportano finanziamenti UE in favore di una o più categorie di beneficiari specifici, come le PMI. Possono essere a gestione diretta o indiretta (gestiti dalle stesse istituzioni comunitarie nel primo caso, trasferiti a entità amministrative nazionali o territoriali nel secondo) e rappresentano un’opportunità di sostegno agli investimenti realizzati da imprese degli Stati Membri. La gestione delle sovvenzioni è controllata dalla Commissione attraverso le Direzioni Generali e le Agenzie esecutive. “Questi interventi sono volti a stimolare sviluppo di nuovi progetti, la realizzazione di nuovi investimenti o l’assunzione di nuovo personale, mettendo a disposizione delle imprese strumenti finanziari a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato. La finanza agevolata mira pertanto a favorire lo sviluppo del tessuto imprenditoriale nazionale, incrementando la competitività delle imprese e la nascita di nuove realtà imprenditoriali

Che cosa le istituzioni comunitarie, nazionali e locali tendono a finanziare maggiormente e cosa invece no?

Con la programmazione 2014-2020, le istituzioni comunitarie nazionali e locali tendono a finanziare maggiormente progetti che ricadono in questi ambiti: Ricerca, Sviluppo e Innovazione Digitale, Competitività, Sostenibilità Energetica, mobilità, Prevenzione del rischio idrogeologico e sismico. Quello che a tutt’oggi è poco finanziato riguarda l’acquisto di beni materiali, come ad esempio capannoni e terreni, i quali non sono finalizzati alla realizzazione di un progetto particolarmente innovativo

I programmi possono rivitalizzare aziende che attraversano una fase di stasi?

Con la programmazione 2014-2020, le istituzioni comunitarie nazionali e locali tendono a finanziare maggiormente progetti che ricadono in questi ambiti: Ricerca, Sviluppo e Innovazione Digitale, Competitività, Sostenibilità Energetica, mobilità, Prevenzione del rischio idrogeologico e sismico. Quello che a tutt’oggi è poco finanziato riguarda l’acquisto di beni materiali, come ad esempio capannoni e terreni, i quali non sono finalizzati alla realizzazione di un progetto particolarmente innovativo. Vengono pubblicati bandi in cui è possibile richiedere finanziamenti agevolati anche a tasso zero, al fine di poter promuovere e far sviluppare le imprese che attraversano una fase di stasi. 

Credito d’imposta per R&S: una vera opportunità per chi intende investire e assumere personale?

Il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo spetta a tutte le imprese che sostengono spese in misura superiore rispetto all’investimento medio dei tre periodi d’imposta precedenti al 31 dicembre 2015 entro il limite di 20 milioni di euro all’anno. Questa misura intende stimolare la spesa privata in Ricerca e Sviluppo per innovare processi e prodotti e garantire la competitività futura delle imprese. Con la pubblicazione di questa opportunità, le imprese dell’Unione europea hanno aumentato significativamente i propri investimenti in ricerca e sviluppo (R&S), superando il tasso di crescita medio mondiale. Per il 2018 le previsioni fornite da imprese e istituzioni confermano un ulteriore aumento della spesa in R&S intra-muros (+3,4% sul 2017): in particolare, istituzioni pubbliche +5,6%,istituzioni private non profit +4,9% e imprese +2,9%.

Come una PMI può pensare strategicamente, andando oltre l’operatività che spesso le assorbe energia, diventando più competitiva?

La competizione è un elemento importante per un’impresa, sia quando fa già parte di un determinato mercato, che prima del suo ingresso in un nuovo settore produttivo. In entrambi i casi, l’analisi del comparto di riferimento permette di osservare le aziende con cui si dovrà competere e di individuare la strategia migliore per rendere l’azienda unica e innovativa. Essere competitivi, quando tutti cercano di esserlo, non è semplice. La competitività va oltre il semplice rapporto qualità/prezzo. Tutti possono abbassare i prezzi dei prodotti e dei servizi ma in quanti sono in grado di soddisfare le esigenze del cliente? Occorre mettere a fuoco la reale motivazione che si nasconde dietro la volontà di essere competitivi, analizzare i punti di forza dell’azienda, cosa ci si aspetta e quali sono le necessità del cliente

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